Entrare in aula per formare dei lavoratori non è mai facile. Sai già che i lavoratori si annoieranno e sicuramente sarà scarso l’interesse alla materia della sicurezza sul lavoro. O almeno lo è fino a quando non riesci ad interessarli e motivarli.
Per i datori di lavoro (speriamo per pochi!!!) la formazione non è mai un investimento, ma un obbligo “che costa”. Il lavoratore deve essere formato durante l’orario di lavoro quindi oltre a pagare per formarlo devo anche pagare per non farlo lavorare? Mah!!!!
Dicevo che entrare in aula da docente formatore non è mai facile.
I contenuti della formazione sono chiari e definiti. L’Accordo Stato Regione docet!!
Il problema è: ma quanto interessa al lavoratore l’art. x del D.Lgs. yy dell’allegato z?????
Poi mi chiedo: ma il formatore deve essere un tecnico, un comunicatore, un sociologo o addirittura uno psicologo (del lavoro chiaramente)?
Nessun problema: è sufficiente un attestato di cui al Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013.
E poi ancora: Chi troverò in aula? Qual è la sensibilità alla materia che stai esponendo? Qual è il livello di istruzione scolastica? E non sono rari i casi in cui il lavoratore ha difficoltà a leggere e compilare la scheda con i dati anagrafici. Figurarsi il questionario della verifica di apprendimento.
Senza parlare del lavoratore straniero!!!! Alla domanda se sia chiaro quanto stai dicendo la risposta è sempre la stessa: Si capito! (con un sorriso a 20 denti che ti sta dicendo che qualsiasi cosa tu stia spiegando per lui è tutto ok)
Ma le FDM, si le FDM hanno sempre effetto!!!
Diceva un mio amico carissimo (me stesso): l’esperienza è la sommatoria delle FDM.
Quindi entri in aula, cominci a raccontare le tue di FDM ed il lavoratore comincia ad abbattere le sue “difese”.
Abbatte la barriera di chi “io non sbaglio mai”, di chi “queste cose che stai dicendo già le so e meglio di te”, di chi “se lo dici un’altra volta porti male”, di chi “il mio lavoro lo faccio ad occhi chiusi, ed infine di chi “lo faccio tutti i giorni e non è mai successo niente” per poi arrivare al top in classifica dell’ABBIAMO SEMPRE FATTO COSI’!!!
Ed è a quel punto quando, dopo di te, il primo lavoratore ha cominciato a raccontare la sua FDM personale che inizia la gara con gli altri per raccontare la propria FDM. Quella più grande (sempre con un sorriso a 20 denti che questa volta vuol fare capire che lui è bravo!!!).
Ed il repertorio è il seguente ed è sempre lo stesso:
Non metto la cintura di sicurezza in macchina perché non serve. Magari la metto solo in autostrada.
Devo scendere dal carrello continuamente e perdo tempo ad allacciare e sganciare la sicurezza.
Sul flex mancava la “defensa”. Che facevo non lavoravo? Poi il masto mi cazziava.
Gli occhiali di protezione li ho avuti ma li lo lasciati sul furgone.
Il guanto di protezione dal taglio lo indosso su una sola mano.
L’imbracatura di sicurezza non la stringo troppo perché ho fastidio ai “gioielli di famiglia”.
Il casco lo metto solo quando serve perché mi fa sudare.
E la gara delle FDM più grandi e più avventate diventa la più bella lezione che ritieni di aver fatto nella tua esperienza da formatore. Ma forse la mia non è stata la più bella lezione da un punto di vista didattico
Però abbiamo condiviso tutti insieme esperienze positive e negative, procedure scorrette, mancati incidenti, non conformità comportamentali e forse abbiamo innalzato, sempre tutti insieme, la sensibilità alla problematica della sicurezza.
Forse abbiamo condiviso una cultura della sicurezza “di campo” raccontata e vissuta dal punto di vista degli attori, dei lavoratori e non dei testi normativi.
Vado via.
Spero di essere riuscito ed entrare nella testa e spero anche nel cuore di ogni singolo lavoratore.
In particolare se quando vanno via ti stringono la mano, forte e decisa, in segno di stima e di ringraziamento.
In fondo il docente è oggi è stato un loro amico, ed inoltre non li ha fatti annoiare ed in parte li ha fatti anche divertire.
E la speranza è che quando entreranno in macchina, un attimo prima di accendere il motore penseranno alla FDM propria e degli altri ed allacceranno la cintura di sicurezza, e forse in cantiere ricorderanno di mettere il casco ed in guanti ed allacciare la sicurezza anche sul carrello elevatore.
Perché in fondo una FDM resta sempre una FDM grande o piccola che sia.
Ing. Carmine Piccolo

